Orto in giardino: si può anche in condominio! L'orto in casa per tutti. Potrebbe essere presto una realtà.


L'orto in giardino si può fareSe hai un giardino di proprietà puoi coltivare l'orto. Al momento non ci sono controindicazioni a livello legislativo. Persino se vivi in condominio. La legge denominata come Riforma del Condominio del 2012 è fortemente improntata all'ecologia e al risparmio energetico.

Ciò in virtù dell'articolo 6. A patto che, nella fattispecie, l'orto non crei problemi alla struttura o al decoro. Un orto non è mai indecoroso specie per ciò che rappresenta ossia un contatto diretto con la natura, con le piante. Avere cura della natura e di altri esseri viventi è comunque qualcosa di più virtuoso di un qualunque concetto di decoro scritto in un regolamento di condominio vecchio magari un decennio.  La nuova riforma stronca ogni vecchio regolamento (come nel caso della possibilità di tenere animali domestici che annulla ogni divieto).

Decoro significa (dal dizionario online del Corriere della Sera): complesso di valori e atteggiamenti ritenuti confacenti a una vita dignitosa. 

Ci sono migliaia di persone che per lavoro coltivano ortaggi. Il lavoro è dignita. Dunque non si comprende perché un orto debba essere "indecoroso". Anzi, è esattamente il contrario.

Negli ultimi anni, inoltre, numerose personaggi del mondo della politica e del jetset, a partire dalla moglie del Presidente degli Stati Uniti d'America fino alla Regina d'Inghilterra (fonti: internet), hanno portato avanti campagne di sensibilizzazione per la creazione di orti e per mangiare sano a km zero. Risparmiando oltretutto.

In Svezia ci sono orti verticali a Linkoping. A Milano diversi condomini hanno trasformato i giardini condominiali in orti condivisi tra i condomini.




Chiunque abbia, dunque, un giardino ovviamente può realizzare un piccolo orto. Oltretutto, gli orti, sono stagionali e si può decidere di coltivarli anche solo per pochissimi giorni l'anno.

Non c'è nulla di poco decoroso in un orto. Fa specie che qualcuno ancora oggi sia tanto retrogrado da opporsi all'orto del vicino. Incredibile. Scaramucce infantili probabilmente. Al limite basterà posizionare l'orto dietro siepi.

Si muove verso il progresso e verso la possibilità di dare produzione a tutti, invece, la startup Bulbo di cui dà notizia Repubblica.it . La startup dal 2012 lavora per sviluppare la "coltivazione domestica". La luce alle piante proviene da lampade al Led (ad elevato risparmio energetico).

Lorenzo Antonioni, designer che fa farte della startup, ha spiegato che "L'obiettivo è educare i cittadini al rispetto della natura, attraverso l'esperienza diretta. Con Bulbo offriamo la possibilità di veder crescere e nascere una pianta, che ha bisogno di cure e attenzioni, anche a chi vive, e ha sempre vissuto, in città. E non sa, ad esempio, che cosa significhi la stagionalità degli alimenti o il ritmo naturale che serve per trasformare un seme in un'insalata di pomodori. Un piccolo esperimento educativo. Basti pensare che nella letteratura classica l'orto non è mai stato considerato solo come uno spazio per produrre del cibo, ma anche un luogo di meditazione".

E si tratta di coltivazione domestica. E qualcuno vorrebbe dire che non si possono coltivare orti nei giardini di proprietà? In un Paese come l'Italia o in regioni ad esempio come il Veneto o la Sicilia la cui economia ha sempre avuto una forte impronta agricola? Dai, smettiamola per favore. Un po' di buonsenso e di serietà.

Staff






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