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Con il Jobs Act si perde la possibilità di avere un lavoro a tempo indeterminato. Prima dello scadere dei tre anni si potrà essere licenziati. Bisogna ridurre le tasse sul lavoro.


Job Act: che mostruositàLa polemica che monta sull'abominio chiamato Jobs Act è corretta. E' un atto inutile e pericoloso. Alla base, evidente, c'è sempre quella strana regola tutta italiana per cui i politici hanno diritto a tutto (e i loro diritti acquisiti sono intoccabili e non modificabili) mentre i diritti dei cittadini cambiano in base all'umore con cui il politico non eletto si alza al mattino.

Il Jobs Act in sostanza è una specie di contratto a tempo determinato per 36 mesi. Si potrà essere licenziati durante i tre anni e, sopratutto, si potrà essere licenziati poco prima dell'attivazione delle tutele ossia alla scadenza dei 36 mesi. In sostanza nessun progetto di vita e lavorare sotto il ricatto del licenziamento. E in Italia, non appena dai un minimo potere a qualcuno, questi diventa subito una specie di piccolo dittatore.

Come a dire: hai lavorato tre anni e adesso te ne torni a casa. E non è affatto vero che l'azienda tende a conservare le professionalità già formate al suo interno. Personalmente, più volte in passato, mi sono sentito dire - ad esempio: "hai un ottimo curriculum ma assumo solo belle ragazze" oppure "bel curriculum ma prendo un apprendista che lo pago di meno" oppure "non ti assumo ma se vuoi continui a lavorare a progetto ma vieni tutti i giorni in ufficio". Come la mettiamo?

Cancellare l'articolo 18 dello statuto dei lavoratori è una mostruosità. Che lo faccia un governo che dice di essere di centrosinistra è un qualcosa di inqualificabile e ingiustificabile. Ma forse è un governo di centrosinistra solo di facciata. Non sono atti di centrosinistra. A meno che non si siano spostati gli equilibri e il centrosinistra, oggi, si trovi molto a destra. Difficile non essere d'accordo con Vendola quando dice che è una porcheria di destra.

Se gli italiani fossero un popolo unito farebbero sentire la propria voce. Un coro di protesta verso un governo che non è stato eletto. Le elezioni europee non sono le elezioni politiche nazionali. Hanno valore differente. Gli italiani si uniscono solo c'è da riconoscere l'eccellenza territoriale della caciotta.

La politica offende l'intelligenza dei cittadini ma forse la politica sa bene che tanti italiani non sfruttano le proprie capacità se non per parlare di calcio, sport e meteo.
Purtroppo tanti italiani non approfondiscono e non si informano. Si limitano a ripetere come pappagalli - e lo fanno anche male - ciò che apprendono dalla tv o dalla radio. Basta chiedere loro "perchè dici questo?" per mandarli in tilt come flipper.

Per chi ha studiato, come me, gli atti parlamenti per il diritto al lavoro nel 1800 - per esempio in Francia - cancellare l'articolo 18 è un'offesa alla Storia e a storiche battaglie per i diritti.
L'Italiota - non l'Italiano - però a stento legge i fumetti e si fa comandare da persone che non ha mai eletto.
E ubbidisce a bacchetta... e difende la sua finta libertà di fare ciò che gli hanno detto di fare... ringhiando.

Bisogna ridurre le tasse sul lavoro e non cancellare i diritti. La ricetta valida è solo questa ma i nostri politici hanno altri intenti.

E, infatti, in questo scenario orrendo si parla solo togliere i diritti dei lavoratori. E i privilegi dei politici quando si cancellano?

Staff
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