Tony Currenti: il catanese alla batteria degli AC/DC in "High Voltage"


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Povera Sanità ItaliaSanità pubblica al lumicino. La scelta del Governo è quella di tagliare 10 miliardi. I politici parlano di "risparmi" ma è palese che la Sanità pubblica sarà devastata. E, probabilmente, a trarre vantaggio dalla situazione sarà la sanità privata.



Addio alla Sanità pubblicaAddio alla Sanità pubblica
. Italiani mettete mano al portafogli perché per una visita specialistica dovrete rivolgervi a strutture private o medici specialisti.

E' quello che accadrà visto che la Sanità pubblica viene devastata dai tagli che il governo ha deciso.

Loro li chiamano risparmi ma loro - i politici di Roma - non hanno problemi a reperire medici e specialisti. Il problema sarà sempre e solo dei cittadini.

E i loro "risparmi" sono tagli: alle prestazioni sanitarie, alle visite specialistiche, ai posti letto, a tutto ciò che "dicono" sia inutile in nome della razionalizzazione. La salute non è una cosa inutile. Deve essere garantita a tutti e non solo a chi avrà i soldi per pagare le cure.

Nel settore pubblico, però, bisognerebbe una volta tanto anche investire per migliorare. Tagliare in modo selvaggio non vuol dire nè ottimizzare nè sistemare. Tagliare vuol dire solo peggiorare. E da che mondo è mondo, in Paese in cui la pressione fiscale è alle stelle, si dovrebbe investire. Tagliare invece di investire (con le tasse che paghiamo) è un insulto all'intelligenza degli italiani.

I tagli dovrebbero essere fatti nei ministeri, all'Inps e in tutti quegli organismi statali inutili che rappresentano soltanto posti di sottogoverno per i politici trombati alle elezioni.

Ad avvantaggiarsi della situazione, è ovvio e non ci vuole tanto a capirlo (e qualcuno sui media ha già paventato il rischio) saranno assicurazioni (che proporranno quelle sulla Sanità altrimenti come si potranno curare gli italiani?) e la sanità privata che da decenni finisce sui giornali per i rapporti - guarda il caso - con la politica corrotta.

Affossare il pubblico (scuola, sanità) ha rappresentato spesso un grande favore alla sanità pubblica.

La necessità di tagliare la Sanità - servizio pubblico di primaria e fondamentale importanza - potrebbe anche significare che l'Italia è messa veramente male. Dopo la Grecia - è evidente - nella classifica dei peggiori sta l'Italia che sta al di sotto anche della Spagna. Non ci sono dubbi. E il Fondo Monetario Internazionale che ci ricorda che l'Italia non tornerà ai livelli pre-crisi se non entro i prossimi 20 anni.
I proclami televisivi (ormai decine e decine al giorno) che ricordano il MinCulPop (anche nel linguaggio usato) sono mera propaganda.

Di certo le "grandi" riforme fino ad ora hanno riguardato: Costituzione, Senato, Scuola, Sanità, Rai, censura sui giornali e su internet. Tutto è stato vergognosamente peggiorato. Cancellano le nostre eccellenze e ci fanno somigliare sempre più - anche se non vogliamo - agli Stati Uniti dove le disuguaglianze sociali sono la norma.

E' questa l'Italia di serie B, povera e senza servizi, che gli italiano desiderano? Io no.

GBF



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