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Il ministro degli Esteri russo Lavrov, in un comizio televisivo, racconta menzogne e bugie al pubblico italiano. Oltre le fake news, oltre la propaganda: la Russia tenta di riscrivere la Storia. La reazione del premier Draghi.





“Quello che ha detto Lavrov è aberrante”. Non usa mezzi termini Mario Draghi per definire le parole del ministro degli Esteri russo durante l’intervista  andata in onda il 1° maggio su una emittente privata nazionale.
"Prima di tutto parliamo di un Paese dove c'è libertà di espressione, e il ministro Lavrov appartiene a un Paese dove non c'è libertà di espressione. In Italia c'è libertà di esprimere le opinioni, anche quando sono palesemente false e aberranti.
Quello che ha detto Lavrov è aberrante. E per quanto riguarda la parte riferita a Hitler, è davvero oscena".

Il ministro degli Esteri russo ha tentato di riscrivere la storia della Seconda Guerra Mondiale durante una intervista che, di intervista aveva poco. Un comizio piuttosto del politico russo che ha potuto dire ciò che gli passava per la testa.

E così ha paragonato Zelensky, l'eroico presidente ucraino, a Hitler. Per parlare ancora degli ucraini come dei "nazisti" quando, si sa, che la peggior offesa che si possa fare ad un ebreo (Zelensky, per l'appunto) è dargli dell'antisemita.




Parole deliranti, senza senso e fuori dalla Storia quelle di Lavrov che, probabilmente, vanno bene ad un pubblico poco colto e agli "amici di Putin". Chiunque, invece, abbia studiato la Storia della II Guerra Mondiale ha capito subito che Lavrov stava dando il peggio di sé in un turbinio di fake news, falsità, menzogne e tentativi di riscrivere la Storia
Draghi lo ha definito aberrante. Si deve aggiungere altro?

Il ministro degli Esteri di Israele, Yair Lapid, ha detto di aspettarsi scuse e che l’ambasciatore russo è stato convocato: “Dire che Hitler era un ebreo è come dire che gli ebrei si sono suicidati”, ha aggiunto citato dai media israeliani. 

Non si è fatto attendere anche il commento del ministro degli Esteri ucraino Dmitro Kuleba: "Lavrov non è riuscito a nascondere l’antisemitismo profondamente radicato delle élite russe".

Lavrov, nel suo indecente comizio italiano ha persino definito il presidente ucraino Zelensky: "un filo-nazista anche se di origine ebraica perché anche Hitler aveva origini ebraiche". Un'altra falsità storica che piace tanto al governo russo.




Interviene anche il Copasir (Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica), presieduto da Adolfo Urso. Il Copasir interviene per le modalità dell'intervista a Lavrov, come riportano molti media, e per le numerose fake news che sono state propinate al pubblico italiano.




Lavrov non ha risparmiato fake news neanche sul genocidio degli ucraini, sul massacro di Bucha, sull'orrore e il sangue di civili che la Russia sta spargendo in Ucraina. 

Un comizio antistorico e carico di menzogne di cui potevamo fare a meno. Segno, probabilmente, che gli "amici di Putin" e lo stesso Putin, non riescono più a fare breccia nell'opinione pubblica.
 
Lavrov ha messo in luce l'ennesima debolezza della Russia: dopo il suo sgangherato e mediocre esercito fatto di predoni e assassini, la sua sgangherata e mediocre politica estera che, chi sa perché, piace tanto a tanti politici e commentatori italiani. 


Staff




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