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Editoriale del direttore. Servono serie Politiche per il Lavoro da parte dello Stato. La precarietà e l'incertezza a tempo indefinito sono enormi serbatoi di voti che la politica non svuota mai.


Ricevo un sacco di cv di persone alla ricerca di lavoro, collaborazioni, possibilità di guadagnare e sopravvivere. E questo accade nonostante io non abbia modo di dare posti di lavoro.

La maggior parte dei cv sono di persone over 35. In Italia quando sei intorno ai 40 anni, per il mondo del lavoro, sei praticamente inesistente.

Io, a 46 anni, non riuscirei mai a trovare lavoro in una web agency italiana nonostante sia iperspecializzato in strategie digitali e web marketing perché rispetto ad un ventenne costerei troppo all'azienda.
Diciamolo però che è un "male" tutto italiano perché in tanti altri stati europei (Spagna, Francia, Germania, Olanda ad esempio) le commesse dei negozi non devono essere a tutti i costi delle top model.
La tv iniziata negli anni '80 fatta di finte bellezze siliconate ha trasformato e condizionato la società.

Conosco 45/50enni sull'orlo della disperazione con fior di studi che son disposti a fare pure lavori di manutenzione stradale pur di portare a casa uno stipendio. Altri conoscenti, negli ultimi mesi, hanno accettato diversi lavori a termine (anche di una sola settimana) o a chiamata.

La Politica, quella che decide, come sempre, finge di interessarsi ai giovani perché è un tema sempre caro a tanti.
La Politica si interessava ai giovani anche quando ero giovane anche io salvo poi scoprire, a mie spese, che era - nella maggior parte dei casi - dare la possibilità a qualcuno di raccogliere "forza lavoro" spendendo poco ogni mese.
Un po' come si fa anche oggi con stage poco retribuiti (perché full time, ad appena 500 euro?) e apprendistati infiniti che troppo spesso sfociano in disoccupazione di 29enni sfruttati, spremuti e arrabbiati.




Per gli over 35, 40, 50 o chi ha perso il lavoro vicino alla pensione ci sono pochissime opportunità eppure, questo, sembra sia interessante per pochi.

Non ci vogliono solo ammortizzatori sociali da fame e poco dignitosi ma serie Politiche per il Lavoro.

Oggi tanti imprenditori, specie del settore turistico, ripetono che la gente non vuole lavorare a causa del reddito di cittadinanza. Ai suddetti imprenditori va ricordato che un single percepisce al massimo 500 euro mensili e con questa cifra non si paga neanche l'affitto di un modesto bicamere arredato male.

La verità è che tantissimi ex lavoratori del settore turistico e ristorazione hanno paura che a settembre/ottobre il nostro governo possa decidere di chiudere di nuovo e per loro significherebbe perdere di nuovo il lavoro.
Molti lavoratori hanno semplicemente cambiato lavoro e settore perché più certo e perché non potevano aspettare l'estate per vivere in modo dignitoso.

Ciò che vedo io, dopo 7 anni spesi nella Comunicazione politica per Deputati, Senatori, Consiglieri regionali (di schieramenti diversi) è che il lavoro e la disperazione della gente sono sempre il più grande serbatoio di voti: serbatoio che non viene mai svuotato.

Perché si parla solo di giovani? Perché sono quelli con grandi incertezze sul futuro, sono quelli alla ricerca di punti di riferimento, sono quelli che - spesso - non hanno ancora deciso per chi votare (non per nulla si vuol dare il voto ai 16enni). Un lavoro è certezza e può diventare fedeltà partitica.

Il precariato dei docenti mai risolto nella Scuola non vi suggerisce nulla? Tantissimi laureati (anche con più lauree) che son rimasti precari per anni e anni. Perché non si stabilizzano quelli che hanno 2-3 anni di servizio?
Per i medici, durante la pandemia, sono state prese delle decisioni davvero eccezionali e innovative: si potrebbero attuare anche per i docenti e risolvere almeno in parte il problema dei precari della scuola.

Il lavoro, capita ancora, spesso in posizioni rilevanti, non si ottiene inviando un cv o meglio, dipende a chi lo si invia.

Come quando, l'aiuto per un lavoro, si chiedeva al prete perché tutto passava - in fondo - da un solo partito.

Si tiene la gente a livelli di precarietà e incertezza perché saranno voti certi.

G.B.F.

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