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29-05-2018 Attualità

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Il Duomo di CataniaFerie trascorse in Sicilia. Catania è una città bellissima ma i servizi all'utenza lasciano un po' a desiderare. Tutto sembra lento e quando si chiede un servizio sembra che ti si faccia un favore personale.


Il Duomo di CataniaPremetto, prima di subìre lamentele sterili e inutili, di essere catanese e di aver lavorato e vissuto a Catania e provincia per 20 anni.

Quest'anno, contrariamente a quanto faccio di solito (preferisco andare all'Estero), decido di andare a Catania. Occasione unica per trascorrere tante belle giornate in compagnia di quegli amici e di quei parenti che non mi hanno lasciato fuori dalla porta o che non si sono neanche fatti vedere o sentire (quando lasci la tua terra capita che qualcuno creda che tu sia morto - sic!).

Tantissime persone, dicevo, hanno invece raccolto l'invito e con loro ho trascorso fantastiche giornate, serate e nottate. A cominciare dal mio maestro di giornalismo Mario B. che non vedevo da un po'. Lui, più di tutti, mi ha insegnato a costruire un articolo interessante, a impaginarlo su un giornale cartaceo, a dare titoli vincenti e a scovare notizie dove sembra che non ce ne siano.

Serate divertenti con altri colleghi giornalisti e con cugini che ho radunato al mare - insieme all'amico erudito con cui finalmente ho potuto parlare di Tertulliano e di teatro mentre ci passavamo una lattina di birra - e che ho radunato in paesi alle Pendici dell'Etna.

Di altri, purtroppo, scopro che non ci sono più. L'amico batterista, l'amico un po' svanito. E' la vita e si deve andare avanti.

Rivedere la mia città, scoprirne angoli mai visti in certe strade su cui però transitavo quasi quotidianamente, è stato fantastico. Andare alla libreria Cavallotto con la certezza di trovare il libro che avevo cercato nelle librerie di Vicenza e in altre cittadine non ha eguali: ed in effetti il libro l'ho trovato e comprato davvero ("Treno di notte per Lisbona" di Pascal Mercier).

Catania è ricca di locali: bar, pub, ristorantini. Ognuno offre possibilità di svago. La città è viva di giorno come di notte e non ci si annoia mai. Garantito.

Di contro, però, tante piccole cose che non vanno e che mi rendono impossibile il solo pensare l'idea di tornare a vivere là.

In primis la mancanza di professionalità delle persone e la qualità dei servizi.



L'autonoleggio. Avevo contattato un autonoleggio per un'auto a fine luglio (per fine agosto). Tutto sembra ok. Devo ritirare l'auto ma l'autonoleggio è chiuso per ferie. Fortunatamente non avevo pagato in anticipo. Mio suocero risolve tutto alla grande. La vacanza continua anche se ridimensionata nelle distanze da percorrere.

I camerieri. In un locale di un paesino turistico alle pendici dell'Etna due camerieri urtano tra loro e mi rovesciano addosso un martini. Non chiedono neanche scusa. Ne chiamo uno che mi dice "non sono stato io" invece di scusarsi. Chiedo di parlare con il titolare ma fanno tutti a scaricabarile. Comincia la processione di camerieri ma nessuno chiama il titolare che, però, si trova a tre metri di distanza. Alla fine arriva. Si scusa e porta al tavolo una brocca contenente un liquido giallastro.
Dice che sia "limoncello". Crede che io sia nato ieri. In quella brocca potrebbe esserci di tutto e così faccio finta di riempire i bicchierini e finisce là.
Ovviamente l'esperienza in un pub non vale per tutti. E' un fatto isolato e specifico.

I certificati. Vado al Municipio del Comune di XXXXX per dei certificati. L'operatore allo sportello è particolarmente lento. Deve solo inserire la data di nascita del richiedente e cliccare stampa. Apporre un timbro e una firma. 2 certificati 15 minuti.
Dimentico dei certificati e, dunque, ritorno il giorno dopo allo sportello. 3 certificati in 35 minuti.
Ad un'altra scrivania una signora, come il giorno prima, che non fa assolutamente niente. Mentre dietro di me si forma la fila lei inforca gli occhiali. Sistema 4 e dico 4 fogli che ha sul tavolo e comincia a sfogliarli - dandosi un tono da maestrina - come se fossero 1000. Quello è il suo lavoro e noi paghiamo le tasse per pagare lo stipendio a persone che fanno poco o niente dentro ad uffici pubblici (accade un po' ovunque in realtà).

Il paragone lo faccio con lo sportello del Comune di Torri di Quartesolo (Vicenza). Rientrato dalle ferie vado per un certificato di residenza e per presentare la domanda quale candidato alla Presidenza dei seggi elettorali. Tempo complessivo 3 minuti. Eccezionale. L'efficienza e la velocità del Veneto e di Vicenza in certi casi sono ineguagliabili.

Sporcizia e spazzatura. Strade sporche e rifiuti abbandonati in massa su alcune strade di collegamento tra comuni etnei. La responsabilità non può essere solo degli amministratori. Quella spazzatura abbandonata dove non si dovrebbe è dei cittadini.
L'educazione civica manca. Bisognerebbe insegnarla di nuovo nelle scuole unitamente al rispetto per gli altri.

Il litigio. E non poteva mancare la "scerra" ossia il litigio tra automobilisti. Schiaffoni volanti credo per una mancata precedenza. Quella abitudine di menare le mani prima di accendere il cervello, in certi catanesi (solo una sparuta minoranza), non è mai andata via e, probabilmente, mai lo farà. Scene che in passato, purtroppo, ho visto tante volte.

Toilette. Non provate a chiedere di andare in bagno. In tanti bar sono fuori servizio (i comuni potrebbero cominciare a revocare le licenze). In alcuni centri commerciali sono sporchi oltre misura (ma è colpa di quei cittadini zozzi e maleducati che non hanno rispetto degli altri) e non delle strutture, ovvio.

In un bar della città di Paternò, mentre sto seduto ad un tavolo con un collega giornalista, Antonio D.. Chiedo di poter usufruire dei servizi. Quello degli uomini è fuori servizio. Rimane solo quello delle donne ma "è per tutti". A malincuore entro e la porta non ha la chiave e non si chiude bene. Fantastico. Ovvio che rinuncio. Come faranno le donne? Mah.

Il resto. Adattatevi. Il resto quando pagate qualcosa sarà solo in decimali in multipli di 5 o 10. I centesimi vengono direttamente incassati e il cassiere fa finta di nulla. "Tanto cosa ci fa con 1-2-3-4-5-6-7-8-9 centesimi?".

Nessuno mi ha mai restituito il resto in modo corretto. Rientrato dalle ferie vado al Mediaworld del Centro Commerciale Palladio di Vicenza e mi viene restituito 1 centesimo. Vale poco ma è giusto restituirlo. Vado al supermercato Prix di Torri di Quartesolo dove i cassieri sono sempre gentili (è la mia personale esperienza) e mi vengono restituiti 3 centesimi di resto. Ovvio che qui non si parla dei cents ma di professionalità, del rispetto per il cliente e per l'azienda che il cassiere rappresenta.

Scontrini. Devi chiederlo insistentemente in diversi negozi e ristoranti (spesso ti danno una "comanda non fiscale"). Mi capita anche in Veneto ad onore del vero. Eccezionale il tizio dell'enoteca - in provincia di Catania - dove compro due bottiglie di prosecco (sentivo la nostalgia e poi volevo condividerlo con alcuni amici). Compro due bottiglie di quello migliore (disponibile immediatamente). Chiedo, ovviamente, lo scontrino. Lo digita a malincuore e cerca di rifilarmi una cifra pari ai centesimi: invece di 40 euro batte 40 centesimi. Beh? Il volpone lo ribatte: di nuovo 40 centesimi. Dunque? Al terzo tentativo, sudando freddo, mi dà lo scontrino corretto.
Io pago tutte le tasse e che la paghino anche tutti gli altri. Se tutti pagassero, pagheremmo tutti meno.

Segnaletica stradale. Lasciamo perdere.

Cani. I signori proprietari di cani sono gentilmente invitati a portare con sé guanti e bustine. Ho detto tutto. Le strade, e i marciapiedi, sono di tutti.

Parcheggiatori e venditori abusivi. Catania è piena. Basta andare lungo il viale Kennedy (zona dei lidi Playa - in estate dunque) per incontrare decine di parcheggiatori abusivi (cui è sempre bene dare almeno un euro per evitare danni all'auto). Si incontrano anche in città.
Ragazzi di colore che vendono merci contraffatte si trovano facilmente, anche troppo. Dai videogiochi alla musica alle scarpe. Così, in pieno giorno anche su strade principali come Corso Sicilia.



"Cambiare tutto per non cambiare niente". Lo aveva scritto Giuseppe Tomasi di Lampedusa nel suo "Il gattopardo" e forse è vero.

Catania e la sua provincia hanno dei monumenti storici di valore unico che meritano di essere visitati ma deve cambiare il modo di dare servizi ai turisti. Sì, ormai anche io mi reputo un turista che conosce molto bene la città e i suoi usi e costumi.
La gastronomia della provincia di Catania è qualcosa di superlativo. I vini dell'Etna - e quelli siciliani in generale - sono da scoprire e gustare.

La politica e le istituzioni (scuola e chiesa hanno un dovere in questo senso) devono impegnarsi più a fondo nel percorso di educazione del cittadino. Devono inculcargli il rispetto dei beni pubblici. I giovani avrebbero tanto da imparare dagli anziani. Da quelle signore di una certà età che ancora oggi prendono la scopa e puliscono la strada sostituendosi di fatto a coloro i quali dovrebbero svolgere quella funzione.

La Sicilia è una miniera d'oro solo da scavare. Ci vorrebbe solo un po' di sforzo e buona volontà.

G.B.F.



Immagine. Fonte: web (sarà eliminata su gentile richiesta. Non si vogliono ledere diritti di nessuno ma solo mostrare la bellezza della città.



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