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Un anno di Covid ma non cambia nulla. Nessuna soluzione dalla politica, solo chiusure.

Abbiamo svoltato. Un anno è passato e la situazione è ancora quella di un anno fa. L'emergenza, che di fatto è un fatto momentaneo imprevedibile, è diventata la normalità. Questo perché la politica non è in grado di trovare soluzioni, non ha coraggio, e si affida a medici ed esperti.

Lockdown, contrasto alla movida, contrasto al divertimento. Non c'è altro. Le idee sono sempre quelle: chiudere, chiudere, chiudere.

Pochi giovani sui navigli di Milano, intenti solo a fare ciò che i giovani dovrebbero fare ossia stare con gli amici, divertirsi, socializzare, sono stati demonizzati e trasformati nell'immagine della diffusione del contagio.

E a causa di pochi ragazzi radunati a Milano tutti i locali d'Italia, dalla Sicilia alla Val d'Aosta devono star chiusi. Perché?

Questo modello di chiusure generalizzate senza un perché non funziona. Dopo un anno si può affermare. In molti paesi del mondo ci sono chiusure ma sono limitate come accade, ad esempio, in Russia. Non si può più tenere le attività economiche chiuse perché troppe persone non hanno sostegno, non hanno aiuto e, probabilmente, non lo vogliono. La gente vuole lavorare. Non tutti sono parassiti sociali.

Considerato che a pranzo - nelle aree gialle - si può andare al ristorante non si comprende perché a cena non si possa.





Continuare a chiudere e a riaprire, ovviamente, causa quella stupidaggine denominata "ondata". Ovvio che accada dopo un periodo di chiusura. Continuare a comprimere le libertà delle persone fa sì che la gente si accalchi, non appena può, nei pochi posti in cui si possa andare.

Aprire tutto, allargare le maglie, invece, diluirebbe la confusione ed eviterebbe assembramenti. Con i locali aperti, inoltre, ci sarebbero maggiori controlli in quanto sarebbe interesse dei gestori continuare a lavorare e allontanare i clienti che non rispettino le regole di sicurezza.

Talmente semplice eppure non preso in considerazione.

Un anno di Covid e siamo sempre lì. Draghi al posto di Conte e qualche ministro cambiato. Il commissario Arcuri non c'è più. Troppo poco per quella svolta epocale che era stata preannunciata. Davvero poco quando tantissime persone aspettano di tornare a lavorare in modo normale.

Non parliamo qui della scuola e dei vaccini. E' tutto incerto, indefinito. Troppo poco dopo un anno e una vagonata di miliardi di euro spesi.

Staff

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