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La retorica del terrorismo si basa sulla pauraCharlie Hebdo, Bataclan, Nizza. Anche il Blangladesh, la Turchia, il Belgio, gli Stati Uniti. La comunicazione del terrorismo è basata sulla paura che provoca nelle persone.



La retorica del terrorismo si basa sulla pauraNon bisogna cedere alla paura
. La forza del terrorismo, di qualunque terrorismo, sta nella paura che suscita nella popolazione. E per noi occidentali vedere all'opera i macellai del sedicente stato islamico (che non l'Islam ha davvero poco da spartire) è sicuramente qualcosa cui non siamo abituati.

La forza della loro comunicazione sta nel fatto che i media riprendono le notizie e continuano a parlare di "paura", "terrore", "sangue". Questi mostri - non hanno un briciolo di umanità - sanno bene che il "sangue" è uno dei pilastri su cui si basa tutto il giornalismo occidentale. Non fanno altro che fornirne in quantità copiose nonostante - nella realtà quotidiana - stiano perdendo posizioni e importanti città sia in Siria sia in Iraq. Creano spettacoli sempre più cruenti per noi.

Non rimane loro, dunque, che la propaganda poiché sanno che i media riprenderanno la notizia e sguazzeranno nel sangue innocente delle persone.

Non bisogna parlare di paura. Bisogna affermare, piuttosto, l'esatto contrario. Non bisogna cedere allo scoramento, allo smarrimento, al timore. Bisogna continuare la nostra vita quotidiana e tributare il migliore omaggio a quelle persone innocenti che sono morte a causa di una disumana legione di disadattati sociali che hanno trovato conforto riunendosi in un circo degli orrori di cui credono di essere gli artisti. E i media diventano, però, il pubblico. Bisognerebbe limitare il tam tam di notizie sulle loro azioni disumane. Non dare enfasi.

Dovremmo farlo tutti evitando di condividere sui social video raccapriccianti e sconvolgenti. Non capisco perché la gente anche davanti a scene forti, come quella di Nizza, non esiti a prendere lo smartphone per registrare filmanti e scattare selfie. Ci sono davvero tanti imbecilli nel mondo e su internet. Aveva ragione Umberto Eco.

Continuare a vivere ogni giorno la nostra vita. Nessuno può togliercela e nessuno deve limitare la nostra libertà. Evitate di ascoltare certe fanfaronate dei superesperti da salotto tv che sanno tutto dopo che i fatti sono avvenuti. Non date credito a superesperti da social network che - se fossero loro al posto delle autorità - saprebbero cosa fare in pochi minuti. Non date credito a chi vi confonde con stupide teorie e strategie che valgono quanto una moneta da tre cents (palesemente falsa e dunque non vale nulla).

Bisogna essere consapevoli del fatto che la situazione attuale è questa. Per il resto bisogna continuare con le nostre abitudini.

Il giorno in cui cederemo al terore rischieremo davvero di perdere una parte della nostra vita. I disegnatori superstiti di Charlie Hebdo siano da esempio: dopo l'attentato hanno ripreso le matite in mano ed hanno continuato.

Io non ho paura.

G.B.F.


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