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Con gli stipendi attuali non si arriva a fine mese. Possibile che i signori della Politica non se ne accorgano e non diano un vero supporto agli italiani?

Chiunque abbia una busta paga, ogni mese, si domanda come farà ad arrivare fino allo stipendio successivo. Uno stipendio non basta a vivere da soli, figurarsi creare una famiglia o mettere al mondo dei figli. Figurarsi chi non ha un lavoro stabile. Si vive di rinunce e di privazioni.

A livello statistico, forse per dare una motivazione all'immigrazione di stranieri che non otterrebbero neanche un pass turistico per cui prendono i barconi (ah già la verità non si può scrivere), si dice che in Italia nascono meno bambini. Vero, già. E come gli si dovrebbe dare loro da mangiare? Con l'assegno unico? Ridicolo.

I signori della Politica, i gattopardi ancorati alle loro poltrone, non sanno che con gli stipendi italiani non si vive?
Prendiamo, ad esempio, un docente precario di scuola superiore con contratto a tempo determinato fino al 30 giugno. Percepisce, usare "guadagnare" è fuori luogo, circa 1300 euro al mese.
Si parla di un laureato. Chi non ha titoli percepisce di meno.




Un modesto bilocale arredato con mobili di scarsissima qualità - nella nostra zona - costa anche 450 euro + 50 euro di spese condominiali mensili: 500 euro mese.
Sempre che un appartamento glielo affittino. Perché oggi ti chiedono un contratto a tempo indeterminato (l'articolo 18 non c'è più ma si fa finta che ci sia), due mesi di deposito cauzionale, una fidejussione bancaria o con l'assicurazione e ci sono agenzie immobiliari che ti fanno firmare la scorretta disdetta in bianco (senza data) così il proprietario ti butta fuori quando vuole.
Affittano baracche e chiedono garanzie neanche se fossero sedi di ambasciate.
Altro che creare una famiglia.

Torniamo ai conti. Al nostro docente restano 800 euro.

Dovrà pagare ancora le utenze (bimestralmente: acqua, luce, gas, telefono, consorzi vari, tasse comunali). Se va bene - se non arrivano bombe di gas e acqua - pagherà 300 euro. 500 ancora in cassa.

Spese di trasporto o benzina? Dipende dalla distanza dalla scuola. Le spese possono essere anche 40-50 euro a settimana.
Dovrà mangiare questo ricchissimo dipendente pubblico? Con 300 euro ce la può fare.
Salvo imprevisti: medicine, un paio di scarpe, una cena con gli amici, il cambio gomme obbligatorio per l'auto, l'assicurazione o la tassa di circolazione. Tanto in Italia, ogni mese, c'è sempre qualcosa da pagare.

Il tutto sperando che non abbia animali domestici: un cane o un gatto significherebbe veterinario, vaccini, cibo, lettiere o traversine, antiparassitari.
Troppo.


La situazione è questa. E poi dobbiamo vedere salotti tv con personaggi dello spettacolo che giocano a fare gli opinionisti dall'alto dei loro cachet? Probabilmente loro non sanno neanche come la maggior parte degli italiani riesca a vivere.

Mettiamo in conto anche un fatto disgustosamente tutto italiano: se hai più di 29 anni non ti fa lavorare più nessuno. Se non possono sfruttare, e spremere come un limone, l'apprendista - e forse assumerlo dopo l'apprendistato - non servi più. Se hai dai 30 ai 35 anni forse un lavoro si trova. Se hai più di 35 anni per il mondo del lavoro italiano sei praticamente inesistente.
Altro che creare una famiglia.

E poi ci dicono: "natalità in crisi" e servono migranti per pagare le pensioni agli italiani.

La ricetta è semplice:
bisogna ridurre le tasse sul lavoro e sulle aziende ed evitare gli sprechi enormi nel settore pubblico (e durante la pandemia ne abbiamo visti alcuni).

Si diano stipendi congrui agli italiani  che i figli li fanno invece di spendere miliardi per portare e mantenere "risorse" che poco fanno per la nostra economia e la nostra società.

Staff

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